Ghiaccio o calore: quando e come? Il corretto utilizzo

L’applicazione del giacchio o del calore è spesso una buona strategia per alleviare il dolore. Però è necessario utilizzarli con criterio per ottenere i migliori risultati. Vediamo insieme il corretto utilizzo.

Ghiaccio: quando e come?

Il ghiaccio è un potente vasocostrittore, vuol dire che riduce il calibro dei vasi sanguigni. Questo significa che si riduce l’irrorazione della zona in cui si pone il ghiaccio, inoltre permette il rilascio di molecole contro il dolore chiamate endorfine.

Esso si usa nelle prime 72 ore dall’infortunio perché in questo modo si evita l’eccessivo gonfiore della zona colpita, evitando che l’azione “negativa” dell’edema prolunghi i tempi di guarigione. È bene ricordarsi 4 semplici regole appena successo l’infortunio: riposo, compressione (tramite una benda o una fascia), elevazione (tenendo la zona in alto) e ghiaccio. Il ghiaccio è utile tenerlo non più di 20 minuti altrimenti si rischia che si inneschi una vasodilatazione. Importante non tenere il ghiaccio a diretto contatto con la pelle per non rischiare l’insorgenza di piaghe, bruciature ed ustioni.

Nelle prime 24 ore dall’infortunio: 15/20 minuti di ghiaccio ogni ora per 12 ore.

Tra le 24 – 48 ore successive all’infortunio: 15/20 minuti ogni 2 ore per 12 ore.

Tra le 48 – 72 ore successive al trauma: 15/20 minuti ogni 2/3 ore per 12 ore.

Patologie che hanno beneficio con il ghiaccio?

  • Infiammazione acuta
  • Distorsione acuta 
  • Contusione
  • Tendinite acuta
  • Borsite acuta

Calore: quando e come?

Il calore è un potente vasodilatatore aumentando il flusso di sangue. L’aumento del flusso causa un maggior apporto di ossigeno e di elementi riparativi contenuti nel sangue, inoltre ha la capacità di portare via le tossine che spesso sono la causa del dolore.

Quindi il calore serve a stimolare il tessuto alla guarigione. Esso si utilizza quando il dolore perdura per diversi giorni ad esempio nelle contratture o dolore viscerali come il “mal di pancia”. Il calore ha la capacità di rilassare i tessuti distendendoli e rilassandoli dando un piacevole senso di benessere psico-fisico. Tendenzialmente il dolore che risponde con il calore è definito cronico, è un tipo di dolore che non crea edema e quindi risponde in modo minore al freddo. Il modo migliore per beneficiare del calore è mantenere nella zona di dolore una fonte di calore che raggiunga almeno 40 gradi per almeno 20 minuti più volte al giorno per più giorni.

In genere il calore ha maggiore effetto dopo alcuni giorni che è intercorso l’infortunio.

Patologie che hanno beneficio con il calore:

  • Contratture dolorose
  • Stiramenti, strappi dopo la fase acuta
  • Infiammazioni croniche
  • Cervicalgia miotensiva
  • Lombalgia
  • Addominalgie

Queste informazioni devono essere considerate sotto forma di consiglio, nel caso il dolore non si risolva consultare un medico o fisioterapista per una più precisa diagnosi del problema.