L’importanza della riabilitazione propriocettiva

La regolazione del tono posturale e di tutti i movimenti, volontari e riflessi, è legata alle informazioni che arrivano al Sistema nervoso dai recettori sensoriali (cellule specializzate). Possiamo classificare tali recettori in:

  • esterocettori che sono deputati a raccogliere le informazioni che provengono dal mondo esterno.
  • propriocettori che raccolgono informazioni provenienti dai muscoli, dai tendini, dalle articolazioni e dall’apparato vestibolare.
  • enterocettori che raccolgono informazioni dai visceri per la regolazione automatica dell’ambiente interno.

Tutte queste informazioni vengono analizzate e utilizzate dal nostro cervello per elaborare programmi di risposta motoria che saranno inviati al sistema effettore neuromuscolare.              Il movimento che noi vediamo in un atleta, in definitiva, è l’unica parte visibile di un processo molto complesso che in gran parte non è visibile. Nuove teorie e nuovi materiali portano al giorno d’oggi ad allenare anche la parte invisibile del movimento; proviamo a capire il perché.                                                                                                                                                 La funzionalità dei recettori del sistema propriocettivo può essere limitata per diversi motivi:

  1.  per una loro distruzione dovuta a traumi o ad interventi chirurgici
  2.  per la presenza di versamenti articolari
  3.  per la presenza di fatti infiammatori articolari o periarticolari.                                                                                                                                                                                            Risulta evidente che in presenza di uno di questi fattori le informazioni sono parziali o assenti e tutti i programmi motori di risposta ne subiranno le conseguenze. Nel caso di una distorsione ad una caviglia, ad esempio, il sovraccarico nella deambulazione sull’arto sano è al di fuori della parte cosciente dell’individuo che denota una zoppia più o meno marcata . In questi casi il fisioterapista propone esercitazioni propriocettive per favorire il recupero insieme ad altre terapie.                                                                                                                       La ginnastica propriocettiva è diventata fondamentale nel riscaldamento e nell’allenamento tecnico per ottenere alcuni obiettivi fondamentali:

1) prevenzione: lo stimolo propriocettivo migliora la coordinazione e il senso della posizione delle strutture periarticolari dando la possibilità al sistema nervoso di rispondere prontamente alle esigenze motorie richieste. Inserire 5/10 minuti di esercitazioni propriocettive nel riscaldamento predispone l’atleta a rispondere in modo adeguato alle sollecitazioni dell’allenamento.

2) miglioramento della coordinazione intramuscolare ed intermuscolare: le fibre muscolari, sollecitate con la ginnastica propriocettiva si contraggono in modo più coordinato tra loro. Questa attivazione permette di migliorare la precisione di un gesto tecnico. Per migliorare la precisione possono essere effettuati sulla pedana propriocettiva anche i singoli gesti tecnici come il palleggio o il bagher, per arrivare a posture finalizzate al muro o alla difesa.

3) miglioramento della forza: recenti studi effettuati con l’utilizzo di elettromiografi hanno dimostrato come un utilizzo costante dell’allenamento propriocettivo porti ad uno sviluppo della forza; la continua ricerca di equilibrio con risposte veloci, porta ad un importante reclutamento di fibre, sia bianche che rosse,.

In ultima analisi possiamo affermare che è fondamentale destinare una piccola parte dell’allenamento quotidiano all’attività propriocettiva in quanto migliora la prestazione muscolare in termini coordinativi da subito, permette un miglioramento della forza nel tempo e contribuisce fattivamente ad una prevenzione della salute nostri atleti.