Scrambler Therapy e Herpes Zoster

Scrambler Therapy e Herpes Zoster

Il dolore è un segnale di allarme che avverte l’organismo e nello specifico il cervello che qualcosa non va.    In particolar modo quando viene compromesso il sistema nervoso come in una nevralgia post-erpetica da herpes zoster o più comunemente detto “fuoco di sant’Antonio”, il dolore può risultare costante e insopportabile. Nei casi clinici in cui i trattamenti farmacologici o altre terapie convenzionali non rispondono in maniera adeguata esiste una terapia non invasiva che attraverso l’utilizzo di elettrodi riesce a “spegnere” il dolore: la Scrambler Therapy.

Che cos’è la Scrambler Therapy?

La scrambler therapy è una terapia che viene utilizzata in caso di problematiche neuropatiche, oncologiche e croniche. E’ in grado di sostituire le informazioni di dolore con quelle di “non dolore” al sistema nervoso centrale attraverso i recettori superficiali, portando un effetto analgesico immediato. Attraverso un trattamento completo di 10 sedute è in grado di rimodellare i circuiti neuronali riducendo la sensibilità al dolore. Il trattamento viene effettuato da personale specializzato e formato e consiste nell’applicazione di elettrodi sulla parte del corpo da trattare, andando ad individuare i punti di massima dolorabilità indicati dal paziente, che viene costantemente monitorato. La durata della terapia è di 60 minuti durante i quali la sintomatologia dolorosa deve essere ridotta o azzerata sin dalla prima seduta.

L’unica controindicazioni per questa terapia è la seguente:

– essere un paziente portatore di Pacemaker o dispositivi elettrici all’interno del corpo

-pazienti che assumono una dose massiccia di farmaci oppiodi ( 300mg die) o  miorilassanti che potrebbero interferire con il funzionamento del macchinario.

Per ulteriori informazioni riguardanti le indicazioni per le patologie e il funzionamento della Scrambler therapy fare riferimento all’articolo “Scrambler therapy: cos’è e come funziona”.                                              Alcuni studi hanno confermato la validità di questa terapia nel trattamento della nevralgia post-erpetiche da Herpes Zoster, quando le cure convenzionali non sono state in grado di portare benefici né di controllare la sintomatologia dolorosa.

L’Herpes Zoster

L’herpes zoster, più comunemente conosciuto come fuoco di Sant’Antonio, fa parte della famiglia degli Herpes Virus ed è il virus che causa la varicella nei bambini; questo patogeno rimane inattivo nel tessuto nervoso per poi risvegliarsi quando le difese immunitarie del soggetto sono ridotte e scatenare l’infezione nell’età adulta.

La sintomatologia dell’Herpes Zoster può manifestarsi con:

  • Dolorosa eruzione cutanea o vescicole
  • Bruciore intenso o scossa elettrica
  • Prurito o formicolio
  • Febbre
  • Mal di testa
  • Stanchezza e spossatezza
  • Insonnia
  • Mancanza di appetito
 

L’eruzione cutanea può manifestarsi in qualsiasi parte del corpo, ma più frequentemente viene localizzata su un solo lato del torace o del petto. In genere questo virus ha una durata da 2 a 5 settimane. Questi sintomi posso essere presenti in base al caso durante tutto l’arco della giornata o solo se evocati attraverso la pressione o lo sfregamento della cute. In alcuni casi dove l’infezione è prolungata possono anche esserci alterazioni della sensibilità come intorpedimento, formicolii, o ipersensibilità. Nei casi in cui la sintomatologia si prolunga per vari mesi si più incorrere nello sviluppo di una complicanza più grave: la nevralgia post-erpetica.

La nevralgia post-erpetica rappresenta la complicanza più frequente dell’Herpes zoster o fuoco di Sant’Antonio e viene definita come una sindrome con dolore cronico persistente e prolungata per più di 90 giorni; si sviluppa nell’area dove il virus ha prodotto l’eruzione cutanea e colpito i nervi di quella zona corporea. In questo caso il dolore viene descritto come costante, intermittente, molto intenso e nei casi più gravi invalidante. Non esiste una cura specifica per la nevralgia post-erpetica, quindi, il trattamento si basa sul controllo dei sintomi. (spesso si necessita di una terapia farmacologica prolungata). L’avvio della cura in tempi rapidi può accorciare i tempi dell’infezione e ridurre la possibilità che si verifichino complicazioni.

La terapia per l’Herpes Zoster e conseguentemente per la nevralgia post-erpetica può comprendere:

-Trattamenti locali: utilizzo di gel o cerotti, a base di Lidocaina  5% nell’area colpita. Questo trattamento però offre nella maggior parte dei casi solo un sollievo temporaneo al dolore.

Trattamenti sistemici: in questo caso vengono utilizzati antidepressivi, da incrementare nel corso della terapia secondo le indicazioni mediche; farmaci antidolorifici, come il paracetamolo e gli oppioidi ossicodone e tramadolo, ma anche farmaci anticonvulsivanti o antiepilettici, quali gabapentin o pregabalin che riducono il dolore associato alla nevralgia. Nei casi di dolore grave vengono utilizzati anche farmaci analgesici oppiodi, ma la loro efficacia non è stata completamente accertata. In ultimo caso si può ricorrere anche ad un trattamento mininvasivo con iniezione di tossina botulinica A nella zona colpita, che può aiutare a ridurre il dolore.

Per prevenire l’Herpes Zoster esiste la vaccinazione Zostavax, indicata ai soggetti di età pari o superiore ai 50 anni.  Con questo metodo attraverso l’iniezione di una singola dose utilizzando il virus attenuato come principio attivo, si riesce ad agire a livello del sistema immunitario aumentando la protezione ad una possibile riattivazione del virus dell’infezione primaria (varicella in età infantile) in età adulta. 

E’ stato dimostrato attraverso degli studi che questa vaccinazione è in grado di ridurre del 50% il rischio di sviluppare l’Herpes Zoster e del 65% di sviluppare una conseguente nevralgia post-erpetica. E’ stato dimostrato inoltre che questi trattamenti hanno un’efficacia limitata e alcuni effetti collaterali fastidiosi per i paziente in particolar modo per quelli anziani.

La scrambler therapy viene ormai affiancata a questi trattamenti per il dolore cronico neuropatico, poiché è una terapia non invasiva e in grado di agire modificando le informazioni di dolore a livello cerebrale.      Molti studi eseguiti su pazienti con questa patologia hanno identificato la Scrambler therapy come un valido trattamento per la riduzione della sintomatologia dolorosa, nei casi in cui la terapia convenzionale non aveva prodotto risultati. Presso il nostro CENTRO MEDICO sono stati seguiti con la Scrambler Therapy molti pazienti con Herpes Zoster e conseguente nevralgia post-erpetica di lunga durata e possiamo affermare che si ha un’ottima efficacia sulla gestione e sul controllo del dolore neuropatico. Attraverso un ciclo terapeutico di 10 sedute, 15 nei casi più gravi si riesce a ridurre la sintomatologia dolorosa ed eliminare il più possibile l’uso farmacologico. Possiamo quindi concludere dicendo che la Scrambler Therapy è un valido aiuto per questo tipo di problematiche poiché riducendo la sintomatologia dolorosa aiuta il paziente poco alla volta a riacquisire il controllo delle sue normali abitudini e della proprio vita.

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