La cuffia dei rotatori: cos’è e perché ci dà problemi così spesso?

La cuffia dei rotatori: cos’è e perché ci dà problemi così spesso?

Cos’è la cuffia dei rotatori?

La cuffia dei rotatori è l’insieme di muscoli e tendini che ha il compito fondamentale di stabilizzare l’articolazione gleno-omerale della spalla. Spesso molte problematiche di spalla dipendono dalle condizioni di questo sistema muscolo-tendineo. Ma per capire qualcosa in più cominciamo da qualche cenno di anatomia del sistema articolare della spalla.

Anatomia

La spalla è un complesso sistema articolare, il quale è costituito da ben 5 articolazioni:

-Articolazione gleno-omerale o scapolo-omerale;

-Articolazione acromio-claveare;

-Articolazione sterno-claveare;

-Articolazione scapolo-toracica;

-Articolazione sottodeltoidea;

L’articolazione gleno-omerale è il punto in cui la testa dell’omero (struttura convessa) si incontra con glena della scapola (struttura concava). Essa è un’articolazione dotata di molta mobilità su tutti i piani di movimento, perciò ha bisogno di diverse strutture che le garantiscano stabilità e prevengano quindi eventuali lussazioni (spostamento di un capo articolare rispetto all’altro). Tali elementi sono principalmente la capsula articolare, i legamenti, muscoli e tendini.

I muscoli rappresentano gli elementi dinamici di stabilizzazione della spalla e nello specifico sono:

-Muscolo sovraspinato;

-Muscolo sottospinato;

-Muscolo sottoscapolare;

-Muscolo piccolo rotondo;

-Capo lungo del Bicipite brachiale.

Questi muscoli insieme costituiscono la cuffia dei rotatori, ossia il più importante complesso di stabilizzazione dinamico dell’articolazione della spalla. Essi infatti, per la loro conformazione anatomica, bloccano lo scivolamento della testa dell’omero verso l’alto, durante i movimenti della spalla.

Il muscolo sovraspinato in particolare è una sorta di “cordone” che si inserisce a livello della testa dell’omero passando in un canale stretto tra la testa dell’omero ed un processo osseo della scapola detto Acromion. Il suddetto spazio è definito spazio subacromiale.

Tendinopatia della cuffia dei rotatori

Essendo i principali responsabili della stabilità della spalla ed essendo essa un’articolazione molto mobile e molto sollecitata, i tendini dei muscoli della cuffia dei rotatori possono andare incontro a sovraccarico, infiammazione, lesioni o formazioni calcifiche: tutte condizioni che conducono a sviluppare quelle che chiamiamo tendinopatie della cuffia dei rotatori, fastidiosi disturbi che provocano dolore alla spalla, che possono manifestarsi come delle “fitte” o anche con la sensazione del “muscolo che tira” durante i movimenti ad ampio raggio e limitazioni alla funzionalità dell’articolazione.

Tra le tendinopatie più comuni troviamo la cosiddetta “Sindrome da Conflitto subacromiale” o “impingement”, causata dalla compressione del tendine del muscolo sovraspinato, il quale rimane “intrappolato” e “pizzicato” all’interno dello spazio subacromiale durante il movimento di sollevamento e abbassamento del braccio. La causa principale di questo intrappolamento è uno squilibrio tra le forze dei muscoli che hanno il compito di far compiere al braccio i movimenti (es. deltoide, pettorali, bicipite, tricipite) e i muscoli stabilizzatori. Tale squilibrio fa sì che, quando si alza il braccio in alto sopra la testa, il tendine del sovraspinato può rimanere schiacciato tra l’acromion e la testa dell’omero, causando dolore e deficit funzionale.

Diagnosi

Dopo un accurato esame obbiettivo eseguito da un Professionista, se si ha il sospetto di aver sviluppato una tendinite dei rotatori è opportuno effettuare un’ecografia muscolo-tendinea per lo studio dei tendini interessati, che viene eseguita anche presso il Centro Medico del Garda. Oppure la risonanza magnetica , che permette di individuare quali strutture tendinee sono irritate, infiammate ed eventualmente lacerate.

Trattamento

L’obiettivo della prima fase del programma riabilitativo è la riduzione del dolore e dell’infiammazione, attraverso l’utilizzo di terapie fisiche, come la Laser terapia, la Diatermia ad alta frequenza e l’elettroterapia antalgica, e il recupero del movimento articolare completo attraverso la rieducazione funzionale motoria ed eventuale massaggio rilassante e decontratturante. In caso di tendiniti calcifiche le Onde d’urto esercitano un effetto biostimolante, favorendo la rigenerazione dei tessuti.

In seguito, superata la fase acuta del dolore,  è necessario procedere alla fase principale del programma rieducativo, quella del recupero e del riequilibrio della forza, tramite l’esecuzione di esercizi mirati ideati ad hoc da un Fisioterapista specializzato.

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