Sindrome da stanchezza cronica e Autoemoterapia (Ozono Terapia)

Sindrome da stanchezza cronica e Autoemoterapia (Ozono Terapia) La sindrome da stanchezza cronica, anche detta sindrome da encefalomielite mialgica/fatica cronica, è una patologia multi sistemica grave, caratterizzata dalla fatica come sintomo principale. La difficoltà quindi nella diagnosi, che di fatto è solo clinica, influenza anche la possibilità di individuare un trattamento efficace. Recentemente sono stati sperimentati trattamenti a base di ozonoterapia tramite auto-emotrasfusione di ossigeno-ozono nei pazienti. Per questo decidiamo di citare  uno studio con molta rilevanza sugli effetti positivi su questa condizione. Caratteristiche dello studio: Tipo di studio: Studio controllato randomizzato Luogo: Pordenone e Bergamo Tipo di pazienti: 200 pazienti, di cui la maggioranza era di sesso femminile. Scopo dello studio: l’ozonoterapia può ridurre i sintomi della sindrome da stanchezza cronica? Gli autori hanno voluto verificare se l’autoemoterapia con ossigeno ozono può ridurre i sintomi nei pazienti affetti da sindrome da fatica cronica. Risultati I pazienti sono stati sottoposti ad almeno due sedute settimanali di autoemoterapia per almeno 30 minuti a seduta. È stato inoltre dimostrato che, siccome l’ozono non agisce in modo cumulativo ma su meccanismi fisiologici del paziente, non si avrà un miglioramento maggiore sottoponendosi a più sedute.

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Ozono terapia: prima, durante e dopo il Covid

Ozono terapia: prima, durante e dopo il Covid Utile nella battaglia contro il Covid: ne parla il professor Dario Apuzzo, docente presso la facoltà di Medicina e Chirurgia de La Sapienza di Roma e presidente di A.I.R.O (Accademia Internazionale di Ricerca in Ossigeno Ozono terapia). È indicato nella fase pre-Covid per alzare le difese immunitarie, durante la fase critica è utile perché ha proprietà antivirali e antibatteriche. Tende ad inattivare il virus perché, modificando il capside, impedisce l’attacco alle cellule bersaglio. Inoltre stimola le cellule a produrre enzimi antivirali che vanno ad attaccare il virus e ha una funzione fluidificante del sangue. Infine, nel post-Covid, può agire sulla sindrome da affaticamento che è frequente in chi ha avuto la malattia. Ozonoterapia e coronavirus nello specifico La molecola dell’ozono potrebbe svolgere un’azione antivirale interferendo con la fase di replicazione del virus, grazie alla capacità dell’ozono di ossidare i residui di cisteina con la formazione di ponti di solfuro presenti nelle strutture del virus stesso in quantità elevate. L’ozono agisce direttamente sul fattore di trascrizione nucleare eritroide-2 (Nrf2), un meccanismo fisiologico che

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Bruxismo, fisioterapia e botulino

Bruxismo, fisioterapia e botulino Il Bruxismo è una condizione in cui si digrignano i denti, sfregando l’arcata superiore contro l’inferiore o stringendo con una certa forza le mascelle. Il bruxismo è una condizione abbastanza frequente che dipende dall’involontaria contrazione dei muscoli della masticazione. Si verifica in prevalenza di notte e può causare diversi disturbi: usura dei denti, dolore alla mandibola, mal di testa. Un fenomeno simile è il serramento dei denti o il serramento con battitura. Solitamente si riconosce questa situazione di bruxismo con l’osservazione dei denti o è il partner che segnale rumori di sfregamento o battitura durante la notte. Tale fenomeno che avviene per la maggior parte durante le ore notturne può causare numerosi disturbi come: usura dei denti dolore alla mandibola cefalea cervicalgia dolore alla spalla   Le cause principali di questo fenomeno notturno sono lo stress, una stato ansioso e/o depressivo, disturbi del sonno, malocclusione dentale e patologie di carattere neuromuscolare. La persona che “digrigna i denti” compie un atto di serramento seguito da un movimento ritmico o aritmico dei denti causandone lo sfregamento e la conseguente usura

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Spalla congelata

Spalla congelata La spalla congelata, o capsulite adesiva, è una condizione dolorosa e limitante che riguarda la riduzione della mobilità articolare della spalla. Questo disturbo può compromettere significativamente la qualità di vita, ma con un intervento fisioterapico mirato, è possibile migliorare la mobilità e alleviare il dolore. In questo articolo, esploreremo le cause della spalla congelata, i sintomi associati e gli approcci fisioterapici efficaci per il recupero. Cause della Spalla Congelata: La spalla congelata si verifica quando la capsula articolare, il tessuto connettivo che avvolge l’articolazione della spalla, si infiamma e si restringe. Le cause esatte non sono sempre chiare. La condizione può svilupparsi senza eventi importanti (capsulite primaria) oppure a seguito di lesioni, interventi chirurgici o  in relazione a condizioni mediche (capsulite secondaria). Sintomi della Spalla Congelata: Dolore: La spalla congelata è spesso accompagnata da dolore intenso, specialmente durante i movimenti e durante la notte. Ridotta Mobilità: Si verifica una progressiva perdita della capacità di muovere la spalla. Rigidità: La spalla può sentire una sensazione di rigidità e irrigidimento, che peggiora nel tempo. Approcci Fisioterapici Efficaci: Terapia Manuale: I

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Magnetoterapia ed Osteoporosi

Magnetoterapia e osteoporosi L’osteoporosi è una condizione patologica delle ossa, caratterizzata da una bassa densità di minerale osseo e dal deterioramento dell’architettura ossea, con conseguente aumento della fragilità scheletrica. Questa situazione porta a un aumento del rischio di frattura (in particolare di vertebre, femore, omero, ossa del polso e della caviglia) per traumi anche minimi. Sintomi Il sintomo più comune dell’osteoporosi  è caratterizzato dal dolore alle ginocchia, ma la sintomatologia può presentarsi anche in altre zone del corpo: -Dolore alle anche; -Dolore al collo; -Dolore alla schiena; -Dolore alle gambe; -Dolori alle ossa; -Dolori muscolari in tutto il corpo. Si stima che in Italia l’osteoporosi colpisca circa 5.000.000 di persone, di cui l’80% sono donne in post menopausa. Secondo i dati ISTAT relativi all’anno 2020, l’8,1% della popolazione italiana (il 13,5% delle femmine e il 2,3% dei maschi) ha dichiarato di essere affetto da osteoporosi, con prevalenza che aumenta progressivamente con l’avanzare dell’età, in particolare nelle donne dopo i 55 anni, fino a raggiungere il 32,2% oltre i 74 anni (il 47% delle femmine e il 10,3% dei maschi). Magnetoterapia La magnetoterapia è

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La Sindrome di De Quervain

La Sindrome di De Quervain La Sindrome di De Quervain è una tenosinovite stenosante, ovvero un processo infiammatorio che colpisce la guaina sinoviale dei tendini del pollice, in particolare dell’adduttore lungo e dell’estensore breve. Il primo sintomo di questa patologia è il dolore acuto nella zona, provocato da un restringimento della membrana sinoviale (un sottile strato connettivale che riveste le superfici delle articolazioni, dei tendini e dei legamenti)  in corrispondenza del punto dove i tendini di questi muscoli passano sopra lo stiloide radiale; il movimento di questi muscoli provoca dolore dato dal rigonfiamento della guaina che crea una riduzione dello spazio di sfregamento di queste strutture.  I sintomi di questa infiammazione possono essere: -dolore alla base del pollice e durante i movimenti che prevedono la flesso-estensione di quest’ultimo. -possibile tumefazione lungo il decorso dei tendini dell’abduttore lungo e dell’estensore breve. -rigonfiamento della guaina nella zona di passaggio dei tendini. -irradiazione del dolore a pollice e avambraccio. La diagnosi per questa patologia viene fatta attraverso un test chiamato Test di Finkelstein; viene eseguito attraverso una manovra che consiste nel chiudere la

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Fascite Plantare

Fascite Plantare La fascite plantare è una condizione dolorosa che colpisce la parte inferiore del piede, in particolare l’area del tallone. È una delle cause più comuni di dolore al tallone e può influenzare significativamente la qualità della vita di chi ne è affetto. In questo articolo, esploreremo cos’è la fascite plantare, le sue cause, i sintomi, le opzioni di trattamento disponibili e le possibili complicanze. Cos’è la Fascite Plantare? La fascite plantare è una infiammazione della fascia plantare, una lunga striscia di tessuto connettivo che collega l’osso del tallone  alle ossa della parte anteriore del piede. Questa fascia svolge un ruolo cruciale nel supportare l’arco del piede e nell’assorbire gli urti durante la camminata. Quando viene sottoposta a stress eccessivo, può infiammarsi, causando dolore e disagio. Cause della Fascite Plantare Le cause esatte della fascite plantare non sono sempre chiare, ma esistono diversi fattori di rischio associati alla sua comparsa. Alcuni dei fattori includono: Sovrappeso: L’eccesso di peso può aumentare il carico sulla fascia plantare, contribuendo al suo infiammarsi. Attività fisica intensa: Particolarmente attività che coinvolgono la camminata o la corsa

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Ernia o Protrusione: cosa cambia?

Ernia o Protrusione: cosa cambia? Spesso sentiamo parlare di mal di schiena derivato da un’ernia del disco o da una protrusione, ma nella pratica che differenza c’è tra le due cose? I sintomi sono gli stessi? Ed il trattamento? Partiamo in primis a spiegare anatomicamente cos’è il Disco intervertebrale. Disco intervertebrale Il Disco intertebrale è una sorta di cuscinetto che si interpone tra le vertebre che compongono la colonna. Esso ha la funzione di ammortizzatore delle vertebre e contribuisce ai loro movimenti. È composto da un anello fibroso esternamente, ed un nucleo polposo internamente. L’anello fibroso è una struttura rigida ed ha la funzione di conferire resistenza al disco e di racchiudere il nucleo polposo, il quale è composto da una sostanza gelatinosa a base acquosa: esso conferisce al disco la sua proprietà ammortizzante diresistenza agli urti. Un danno al disco può chiaramente determinare una sostanziale perdita di resistenza alle forze e quindi determinare squilibri e dolore. Protrusione La protrusione discale consiste nella deformazione del disco, il quale tende a sporgere verso l’esterno, rischiando di irritare le strutture circostanti, in

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